Da quasi 48 ore il centro storico di Catania è al buio. Il black-out elettrico tiene in ostaggio il Primo Municipio. Anziani senza ventilatore con 39 gradi. Commercianti che perdono merce deperibile. Il consigliere Giuseppe Buglio: «Non si tratta solo di un disservizio, ma di una vera e propria emergenza sociale e sanitaria».

Non è un guasto tecnico. È la fotografia di una città abbandonata dalle infrastrutture. Catania è la provincia dove il caldo africano tocca picchi di 39 gradi e le notti sono tropicali. È la città dove un black-out di due giorni significa anziani a rischio colpo di calore, cibo che marcisce, farmaci che si degradano. Non è un disservizio. È una mancanza di diritti.

Il meccanismo

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Il meccanismo è l’abbandono programmato delle infrastrutture. I cavi elettrici del centro storico sono vecchi, le cabine obsolete, la manutenzione rimandata da anni. In una cittá dove il termometro supera i 35 gradi per settimane, la rete elettrica non regge. E quando cade, non c’è un piano B. Non ci sono gruppi elettrogeni di emergenza. Non c’è un presidio del Comune per assistere gli anziani.

Il consigliere Buglio denuncia, ma il Comune che fa? I commercianti chiamano, ma l’azienda elettrica che risponde? Le segnalazioni fioccano, la situazione è insostenibile, ma le soluzioni arrivano «a giorni», non a ore. In una città moderna, 48 ore senza corrente sono un tempo inaccettabile. A Catania, sono la norma.

Le conseguenze per i deboli

Gli anziani sono i primi a pagare. Senza ventilatore, senza condizionatore, senza ascensore per scendere in strada, restano chiusi in casa con 39 gradi. I farmaci che hanno bisogno di refrigerazione si rovinano. I commercianti del centro storico perdono la merce, incassano zero, pagano le bollette comunque.

E mentre il centro storico è al buio, le temperature non danno tregua. Il caldo record che ha messo la Sicilia in allerta rossa per incendi si abbatte su chi è più fragile. La notte non porta sollievo: le notti tropicali, con minime sopra i 25 gradi, rendono impossibile dormire. E senza corrente, nemmeno un ventilatore.

La domanda